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Lavoro delle donne

Sicuramente il lavoro è un problema per tutti, ma per qualcuna lo è ancora di più. Nel 2005 risultano occupate il 45,3% delle donne tra i 15-64 anni contro il 69,7% degli uomini. Siamo ancora lontani, però, dall’obiettivo fissato dalla strategia di Lisbona, che vorrebbe raggiungere entro il 2010 il 60% di occupazione femminile. Anzi, dopo Malta, l’Italia è il paese con la performance peggiore in Europa. Moltissime delle occupate hanno un contratto part-time (1 milione 906 mila, pari al 25,6%) o a tempo determinato (circa 1 milione, pari al 14,7% delle donne). La flessibilità è soprattutto rosa, forse perché concilia meglio lavoro e famiglia.

Disoccupazione, il tuo nome è donna: nel 2005, il 10,1% delle donne era disoccupata, contro il 6,2% degli uomini. Un problema per tutti gli Stati europei, ma per l’Italia ancora di più. E che dire poi di chi pur non svolgendo un’attiva ricerca di lavoro, sarebbe disposta a intraprendere un’attività qualora se ne presentasse l’occasione.

In Italia, le donne rappresentano 67% degli inattivi, uno dei peggiori risultati. E sapete perché? Non per malattia o disabilità, ma per “motivi familiari”, motivo sconosciuto alle altre europee. Che la difficile conciliazione di famiglia e lavoro sia diventata la “giustificazione” per l’inattività delle donne italiane?

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